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Azienda vinicola “Monsupello Eredi di Boatti Carlo”

“Non tutte le ciambelle escono con il buco”

è la sensazione che ci accompagna al termine di una visita mattutina di una domenica di settembre,

ospiti di un'arrangiata azienda agricola dell’oltrepò pavese.

Insoddisfatti per tornare subito a casa, e come viaggiatori dell’ultimo minuto,

ci giochiamo il tutto con una telefonata.

Ed ecco materializzarsi il nostro LAST MINUTE!

La signora Carla ci risponde:

“Vi aspetto! Tra circa un’ora mia figlia sarà di ritorno e sarà lieta di accogliervi”.

Ed in meno di 60 minuti ci ritroviamo tutti seduti

intorno al tavolo di casa

“Monsupello Eredi di Boatti Carlo”

Disarmati dall'ospitalità spontanea della signora Carla, veniamo catapultati in una surreale realtà,

fatta di racconti di tutti i giorni ed aneddoti che assumono il valore prezioso dei racconti delle nostre nonne.

Ma Laura, la figlia che tutti noi stiamo immaginando attraverso i racconti di mamma Carla,

tarda ad arrivare.

Su suggerimento di Carla scendiamo in cantina e qui troviamo Pierangelo,

fratello di Laura e figlio di Carla.

Qualche minuto di studio reciproco e scatta il feeling, la scintilla che ci fa capire che questa visita sarà diversa dalle altre.

Pierangelo, un personaggio d'altri tempi,

a tratti dandy, ricordandolo al Vinitaly vestito con papillon e giacca a quadri.

Smorza quella diffidenza iniziale lasciandosi trasportare dal suo sapere,

con il rigore di un maestro che pretende attenzione, disciplina e poche chiacchiere, si muove come un direttore d'orchestra in quello che è il suo regno, la sua cantina.

Inizia così un tour entusiasmante ed inaspettato, fatto di repentini cambiamenti

tra bollicine, bianchi e rossi.

Si parte in crescendo, degustando una giovanissima base spumante di Pinot Nero 2014,

con il suo profumo di frutta rossa fresca e la spiccata acidità, destinata a diventare con la seconda fermentazione, il magnifico Metodo Classico.

Premiato dalle guide e giudicato quest'anno il migliore Pas Dosè d’Italia.

Pierangelo ci porta nella barricaia e ci fa degustare due chardonnay di due annate differenti

(2012-2013) che daranno vita tra un paio di anni al “Senso”.

Portando il bicchiere al naso ci dimentichiamo di essere in provincia di Pavia e la nostra mente ci porta in Borgogna.

Tali sensazioni provoca il “Senso”, di un colore giallo oro intenso e brillante con un profumo fine, elegante mai stucchevole, complesso di fiori e frutta matura, vaniglia e nocciola.

In bocca è avvolgente, di corpo strutturato, lungamente persistente ed incredibilmente acido.

Rapiti dalle parole di Pierangelo lo seguiamo e, girato l’angolo, si apre davanti a noi un lungo corridoio con le barrique dei rossi ed una piccola sorpresa ci lascerà senza fiato.

Iniziamo subito con il più classico dei vini dell’Oltrepò Pavese, cioè quella Barbera così tanto bistrattata, ma che qui assume il ruolo che gli spetta: un grande e nobile vino.

Segue un Merlot chiamato Cipperimerlo’t del 2008 con un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, un complesso ed articolato caledeiscopio di profumi che spaziano dalla prugna matura, alla grafite, alla pietra focaia.

Un sapore caldo, persistente con tannini morbidi e vellutati.

Ritorniamo in Borgogna quando Pierangelo ci spilla dalla botte il meraviglioso Pinot nero del 2009 chiamato “3309”.

Pierangelo evidenzia come i cloni che producono questo pinot nero siano diversi da quelli utilizzati per fare il Pinot nero usato poi per ottenere il Metodo Classico.

Con le parole di Pierangelo in testa assaporiamo questa delizia che ci regala un profumo ampio e complesso di sensazioni fruttate di ribes e sottobosco, capace di avvolgere la bocca, di riempirla con la sua pomposità, i suoi tannini quasi affinati e la sua persistenza.

Ci abbinerei volentieri un petto di piccione al forno con purè di topinambur .

Avete mai provato la liquer de tirage, ossia quel liquido che viene messo dopo la sboccatura agli spumanti con l'aggiunta di zucchero, per definire la tipologia e lo stile della casa?

Qui a Monsupello usano lo Chardonnay del 2008, ma dimenticatevi lo Chardonnay come siete abituati a berlo, Pierangelo ci sorprende e la sua liquer de tirage sembra uno Sherry Fino.

Vietato sciacquare i bicchieri, Pierangelo si arrabbierebbe! ;-)

Dobbiamo capire la potenza dei suoi bianchi, in grado di reggere il suo Cabernet Sauvignon 2006 “Aplomb” che non ha nulla da invidiare, anzi di livello superiore, rispetto a molti dei cosiddetti bordolesi fatti nella zona Italica d’elezione.

La cantina all'improvviso si anima di risate che vengono da fuori.

E' arrivata Laura con la sua simpatia ed allegria, in compagnia di alcuni amici romani che si fanno chiamare Alimejoposti!

In un attimo tutto si trasforma in festa, abbiamo giusto il tempo per bere una chicca, prodotta da un vigneto di Pinot Nero e, complice una dimenticanza, vendemmiato in ritardo,

oltre il 30 agosto.

"Che farne?"

Uno splendido vino passito annata 2003 con un bel colore rosso rubino, intenso nei profumi ed in bocca dolce, non stucchevole, supportato da una buona spalla acida.

Qui si abbinerebbe magnificamente una meravigliosa anatra all’arancia.

E mentre Pierangelo continuerebbe il suo tour fino a notte fonda,

Laura, dallo spirito più pratico, improvvisa una tavola imbandita di sfiziosi bocconcini.

Il tempo scorre velocemente, un'occhiata veloce all'orologio e ci rendiamo conto che è tardissimo.

Ci concediamo solo pochi minuti per approfittare di questa inattesa e gradita ospitalità dei padroni di casa, ed assaggiamo il metodo classico Brut guardando con un po' di malinconia le bottiglie vuote di Pas Dosè, anche se dobbiamo ritenerci fortunati di averne assaggiata qualche goccia, visto che anche in cantina è ormai esaurito.

Lasciamo casa Monsupello fiduciosi di tornarci:

"Il Vino è un miracolo della natura coadiuvata dall'intelligenza e dalla fatica dell'uomo, è cultura, è storia, in una parola è civiltà...il VINO!"

di Carlo Boatti.

Un ringraziamento speciale a Carla, Laura e Pierangelo.

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