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VINITALY 2015


Non potevamo certo farci scappare un'occasione ghiotta come il Vinitaly.

Opportunità unica per assaggiare nuovi vini, ed una buona palestra per ampliare le nostre conoscenze enologiche.

E con questo obiettivo presente e con l'esperienza alle spalle di Vinitaly precedenti trascorsi come trottole tra uno stand e l'altro, abbiamo pianificato con cura una tre giorni di degustazioni guidate, selezionandole accuratamente dal calendario esposto sul sito e prenotandoci per tempo.

Un approccio costruttivo e decisamente più rilassato rispetto agli anni precedenti.

E numerosi gli appuntamenti con i vini del nuovo mondo che attraverso un interessante percorso scandito dalla notevole competenza di Guido Invernizzi, ci hanno svelato chicche interessanti provenienti dalla Nuova Zelanda; a base di Sauvignon Blanc (Woven Stone Sauvignon Blanc Ohau 2013, Mt. Hector Sauvignon Blanc Wairarapa 2013 ed il Whitehaven Sauvignon B. Riserva Marlborough 2013) e Pinot Nero (Pinot Noir Main Divide Riserva Canterbury 2008).

Abbiamo inoltre appreso che le bollicine buone non si fanno solo in Champagne, anche il Sud Africa può schierare con orgoglio il suo Spier Méthode Cap Classic 2010, impaurendo le bollicine più famose al mondo.

L'esplorazione dei vini australiani guidati dal prossimo Master of Wine Mr. J.C. Viens, è stata paradisiaca e reverenziale;

lui che presto entrerà nella stretta cerchia che conta solo 250 membri al mondo, ci ha accompagnati in un viaggio lungo seimila chilometri, dalla costa ovest a quella est compiacendoci con:

Cullen Kevin John Chardonnay

Cullen Diana Madeline

Hentley Farm The Beauty Shiraz Pinot Nero

Giant Steps Pinot Noir Sexton Vineyard

Una toccata e fuga in Argentina per degustare il suo vitigno più tipico, il Malbec, per poi tornare in europa ed attraccare in Slovenia dove inaspettatamente, abbiamo bevuto ed incoronato senza indugio come miglior vino di questa maratona veronese, un Furmint TBA 1976.

Quasi coetanei e non sentire il peso di questi anni, la classe non è acqua! ;-)

Entriamo ancor di più nel vivo di quegli assaggi dal sapore umano.

In Piemonte abbiamo stretto la mano a Bruno Giacometto, persona affabile e cortese, produttore di un eccellente Erbaluce di Calusso.

Una tappa in Valle D'Aosta per degustare, dietro consiglio di un'amica Onav, il Petit Arvine di Charrere che abbiamo trovato peraltro strepitoso, approfittando anche di un caloroso saluto agli amici di Fisar Aosta.

Ed in Toscana ci hanno accolto con una saletta dedicata dandoci il benvenuto con l'assaggio di alcuni Brunelli di una celebre annata, quella del 2010, oltre ad etichette come Le Potazzine, Il Poggione, Fattoria dei Barbi, Uccelliera, La Rasina e Capanna.

Ahinoi il Casanova di Neri, aggiudicatosi quest'anno il punteggio 100/100 da Wine Spectator era terminato, sfortunati noi??!!

Ritrovare il nostro amico Fausto di Torre dei Beati è sempre un piacere.

Vini di ottima qualità e di personalità indiscutibile, come il Pecorino "Giocheremo con i fiori" ed il Montepulciano d'Abruzzo "Cocciapazza", contraddistinti da creative etichette disegnate dalla figlia del padrone di casa.

Sosta obbligatoria in Calabria dove troviamo conforto nel meraviglioso assaggio del Moscato di Saracena, prodotto da Viola attraverso una tecnica molto antica; o degustando un profumatissimo rosato, il Lumarè (dal dialetto calabrese, il mare) dell'azienda Iuzzolini.

In Puglia partecipiamo ad una degustazione Slowine assaggiando dell'ottimo capicollo, del formaggio di fossa e soprattutto una varietà di piccoli pomodori, chiamata Trombetta, così dolci da essere soprannominati il cioccolato del pomodoro.

Il tutto annaffiato da corposi primitivi provenineti da tre zone della Puglia: Manduria, Gioia del Colle che primeggia con Il Polvanera 16 (quanti sono i suoi gradi alcolici) ed infine il Salento.

E sul finire nel padiglione Vivit, incontriamo l'energica Arianna Occhipinti, coinvolgente enologa siciliana in grado di fare un Frappato biodinamico sopra le righe.

Un'ammirazione cresciuta attraverso le sue appassionate parole "sporche" di terra e sudore che sanno di vino, ritrovate in Natural Woman.

Oltre all'assaggio ci portiamo a casa una foto ricordo, un autografo ed il proposito di andare a trovarla in Sicilia.

Chiudiamo in bellezza con una visita nella nostra regione preferita, l'Irpinia in grado di dare dei Fiani pazzeschi (degustati da noi il De Prisco, Viadaperti, Pitracupa e Colli di Lapo) e dei profondi e meravigliosi Taurasi.

Lasciamo Verona appesantiti da tre giorni tanto faticosi quanto emozionanti con l'impazienza del prossimo anno, per festeggiare la 50esima edizione di Vinitaly, 10-13 aprile 2016!

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